Guida a separazione e divorzio Bologna e provincia

Vendere casa in separazione o divorzio, le tre strade (senza litigare sul prezzo)

Sì, una casa cointestata si può vendere in qualsiasi fase della separazione, purché siate d'accordo in due. Le strade sono tre. Vendere e dividere, riscattare la quota dell'altro, oppure aspettare, che è quasi sempre la peggiore. Il vero ostacolo però non è la procedura, è il prezzo. Con un valore basato sui rogiti reali di zona, non su opinioni, il motivo di litigio numero uno sparisce dal tavolo. Valore Casa vende in media in 42 giorni, cioè meno tempo di convivenza forzata con il problema.

Le strade possibili

Quali sono le strade quando ci si separa con una casa?

Questa pagina copre la parte immobiliare. Per la parte legale del vostro caso specifico serve il vostro avvocato. Noi lavoriamo accanto al legale, non al suo posto.

1. Vendere e dividere il ricavato

Spesso la più pulita

Chiude i conti in un colpo solo. Di norma il mutuo cointestato si estingue al rogito col prezzo di vendita (se il ricavato copre il residuo, la verifica si fa con la banca), ognuno riparte con la propria liquidità e non restano legami patrimoniali con l'ex. È anche la strada in cui un processo di vendita ben gestito rende di più. La casa si prepara, si valorizza e si vende al meglio, perché il risultato conviene a tutti e due. Come funziona l'estinzione del mutuo al rogito →

2. Uno dei due riscatta la quota dell'altro

Se uno vuole restare

Il nodo è identico a quello della vendita, perché serve un valore condiviso della casa per calcolare la quota. La valutazione sui rogiti reali serve anche qui, e la facciamo anche solo per il riscatto, senza incarico di vendita. La sostenibilità del mutuo da parte di chi resta va verificata con la propria banca.

3. Casa assegnata al genitore con i figli

Caso delicato

Il principio è stabile. L'assegnazione riguarda l'uso della casa, non la proprietà, che resta com'era. Vendere si può, ma solo con l'accordo di entrambi e tenendo conto dei diritti di chi la abita. È il caso da costruire insieme al proprio legale, con più attenzione degli altri.

4. Non decidere e aspettare

Quasi sempre la peggiore

Nessuno la dichiara, molti la praticano. Il problema è che il tempo lavora contro entrambi. La casa si svaluta, il mutuo e le spese corrono, e un immobile conteso o semi-abitato si degrada più in fretta. Il non-accordo è il costo più alto di tutti, e nella sezione errori c'è il conto.

Quando NON conviene vendere

Se uno dei due vuole davvero restare e può sostenere il riscatto, vendere per principio è una perdita per entrambi, meglio una quota calcolata su un valore oggettivo. Se ci sono figli piccoli e la stabilità abitativa pesa più della liquidità, la vendita può aspettare il momento giusto. E se il conflitto è guerra aperta, senza nessun accordo di base, prima si lavora con avvocati o mediatori e poi si vende. Mettere un'agenzia in mezzo a una battaglia non funziona, e non lo proponiamo.

Riservatezza totale

Vuoi riscattare la casa? Tutto parte dal valore giusto

Un numero deciso male si trascina per anni, fra conguagli contestati e rancori. Ti prepariamo un valore documentato rogito per rogito, che nessuno dei due può contestare e che puoi portare anche dal tuo avvocato. Quello che ci racconti non esce da qui.

Il nodo vero

Perché si litiga quasi sempre sul prezzo?

Due numeri in testa, nessun dato sul tavolo

La dinamica è sempre la stessa. Chi esce vuole il massimo dalla propria quota, chi resta (o chi vende malvolentieri) vuole riconoscere il minimo. Ognuno arriva con la "sua" valutazione (spesso quella dell'agente amico, gonfiata per compiacere o per prendersi l'incarico) e il prezzo diventa l'ennesimo terreno di scontro.

Il ribaltamento è semplice. Un prezzo determinato dai rogiti reali di zona non è un'opinione, perché i rogiti sono le compravendite effettivamente chiuse, non gli annunci, non "l'esperienza". È un dato verificabile. Si può discutere del metodo, ma il metodo è documentato. Su un dato non si litiga.

È qui che serve un terzo tecnico neutrale. Valore Casa è nata da un ingegnere, e la valutazione viene consegnata in copia identica a entrambi, con gli stessi numeri, le stesse fonti, lo stesso documento. Nessuno dei due può sospettare che l'agenzia "giochi" per l'altro. E il dato regge alla prova del mercato, perché nel 95% dei casi vendiamo a prezzo pieno o superiore, con sconto medio ~0%. Quel numero quindi non è né prudenziale né gonfiato, ed è anche una base equa per calcolare una quota di riscatto.

Cosa può andare storto

Gli errori che costano di più quando ci si separa con una casa

Usare la casa come arma

Bloccare la vendita per ottenere concessioni su altro sembra una leva. Ma mentre la casa è "in ostaggio", il tempo ne erode il valore per entrambi. È l'arma che spara su chi la impugna.

Aspettare anni

Impianti che invecchiano, mutuo e condominio che corrono, una casa contesa che si degrada. Ogni anno di stallo costa più di qualunque compromesso sul prezzo di oggi.

Scegliere la valutazione "di parte" più alta

L'incarico preso col numero gonfiato produce mesi sul mercato, ribassi a catena e, inevitabilmente, un nuovo litigio su chi aveva ragione. Partire dai rogiti evita il film già visto.

Svendere pur di chiudere il capitolo

L'errore opposto è accettare il primo che offre per farla finita. La multiproposta esiste apposta, si chiude in fretta ma scegliendo tra più offerte, non svendendo.

Il quinto errore è non mettere nero su bianco gli accordi pratici prima di andare sul mercato. La checklist più sotto serve esattamente a quello.

Un caso reale

Se un prezzo tecnico mette d'accordo 13 persone, può mettere d'accordo 2

Caso reale · Via Lanzarini, Bologna
Incarico230.000 €
Venduto269.000 €

13 decisori (8 tra fratelli e sorelle più 5 nipoti) d'accordo su un'unica linea, e la casa si è venduta in 24 giorni, realizzo 117%. Era un'eredità, non un divorzio, ma la meccanica è la stessa, e un prezzo tecnico con un processo trasparente ha messo d'accordo tutti.

Il caso di via Lanzarini, raccontato per intero →

E se temete di doversi incrociare durante la vendita, guardate cosa è successo a Casalecchio. Christian era in vacanza durante l'open house e la casa si è venduta in 5 giorni senza che lui dovesse esserci. La sua storia →

Come lavoriamo

Cosa cambia quando i venditori sono due (e non si parlano volentieri)

Il metodo è lo stesso delle altre vendite. Cambia il modo in cui lo portiamo avanti. È simmetrico, documentato, e nessuno dei due deve fare da tramite.

Valutazione dai rogiti reali consegnata in copia identica a entrambi
Comunicazione separata e simmetrica, con aggiornamenti a tutti e due, sempre
Un solo giorno di visite con l'open house, gestito interamente da noi
Poi una finestra per le offerte, dove si sceglie tra numeri sul tavolo, non tra opinioni
Verifiche documentali prima di pubblicare, così nessuna sorpresa riapre il conflitto
APE a nostro carico, e di visure, planimetrie, titoli edilizi, RTI, MUR R1, documenti condominiali e certificazioni impianti ce ne occupiamo noi
Garanzia scritta, con 500 € di sconto al mese se non vendiamo entro 3 mesi; e se non rispettiamo anche un solo punto del piano concordato, recesso senza penali
Zero costi fino alla vendita, nessun anticipo su cui discutere
Come determiniamo il prezzo dai rogiti reali →
Prima del mercato

Cosa mettere per iscritto PRIMA di vendere

Ogni punto scritto prima è un litigio evitato dopo. Da concordare (meglio se con i rispettivi legali) prima che l'annuncio vada online:

  • L'accordo esplicito di entrambi sulla vendita. È la condizione di partenza, non un dettaglio.
  • Il valore di riferimento condiviso, cioè la valutazione sui rogiti, allegata, identica per tutti e due.
  • Come si divide il ricavato, in base alle quote di proprietà o all'accordo diverso che avete raggiunto.
  • Chi paga mutuo, condominio e utenze fino al rogito, e come si conguaglia alla firma.
  • Chi gestisce chiavi e accessi. Con l'open house se ne occupa l'agenzia, nessuno dei due.
  • Il prezzo minimo sotto il quale non si accetta, deciso adesso, a mente fredda, non davanti a un'offerta.
  • Cosa succede se arriva un'offerta sotto soglia. Si rifiuta e basta, o ci si risente col legale?
Domande vere, risposte dirette

Domande frequenti su casa e separazione

Possiamo vendere la casa prima che la separazione sia definitiva?

Sì, come principio. Se siete entrambi d'accordo, la casa cointestata si può vendere in qualunque fase del percorso. I dettagli del vostro caso (tempi, accordi in corso, clausole) vanno visti col vostro avvocato, perché noi gestiamo la parte immobiliare e non sostituiamo il legale.

Serve per forza l'accordo di entrambi per vendere?

Sì, se la casa è cointestata nessuno dei due può vendere l'intero da solo. Vendere soltanto la propria quota è tecnicamente possibile, ma sul mercato vale poco e si vende male. Conviene costruire l'accordo, e un prezzo oggettivo, uguale per entrambi, è il primo mattone.

Chi paga il mutuo e le spese finché la casa non è venduta?

Verso la banca il mutuo cointestato resta di entrambi, qualunque accordo interno abbiate. Per questo conviene scrivere prima chi anticipa cosa (rate, condominio, utenze) e come si conguaglia al rogito, dove di norma il mutuo si estingue con il prezzo di vendita, sempre che il ricavato copra il residuo, cosa da verificare con la banca.

Come si divide il ricavato della vendita tra ex coniugi?

In base alle quote di proprietà, salvo un accordo diverso messo per iscritto, con gli eventuali conguagli per chi ha anticipato mutuo o spese. Va definito prima di andare sul mercato, perché a vendita fatta discuterne è molto più difficile.

La casa è assegnata a me con i figli: possiamo comunque venderla?

L'assegnazione riguarda l'uso della casa, non la proprietà, che resta com'era. Vendere si può, ma solo con l'accordo di entrambi e tenendo conto dei diritti di chi la abita. È il caso in cui il coordinamento con il legale serve di più.

Il mio ex non vuole vendere: cosa posso fare?

Prima capire il perché, dato che quasi sempre il no è paura di essere penalizzati sul prezzo, non contrarietà alla vendita. Una valutazione neutrale sui rogiti reali, consegnata identica a entrambi, è il primo passo. Le strade legali per forzare la vendita esistono, ma sono più lunghe e costose dell'accordo.

Come stabiliamo il prezzo senza litigare?

Non partendo dalle opinioni ma dai rogiti reali della zona, cioè le compravendite effettivamente chiuse, non gli annunci. È il metodo Valore Casa. Stesso documento a entrambi, e nel 95% dei casi la vendita si chiude a prezzo pieno o superiore, quindi quel numero è anche una base equa per calcolare la quota di riscatto.

Dobbiamo incontrarci per forza durante la vendita?

No. Comunichiamo separatamente con ciascuno, le visite si concentrano in un solo open house gestito da noi e le firme si coordinano. A Casalecchio, Christian era in vacanza durante l'open house e la casa si è venduta in 5 giorni senza che dovesse esserci.

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Marcello Roversi

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