Guida al cambio casa La sequenza che applichiamo sempre

Vendere e comprare casa contemporaneamente, il metodo in 5 passi

Cambiare casa comporta rischi veri. Vendere e restare senza casa, oppure comprare e dover svendere la tua. Il modo in assoluto più sicuro è una sequenza precisa. Documenti pronti, proposta sulla casa nuova con rogito ad almeno 5 mesi, vendita con open house in 2-3 settimane, rogito tenendo almeno 10 giorni di possesso, acquisto 1-2 giorni dopo con i soldi appena incassati. E per partire bastano circa 5.000 € per l'assegno della proposta.

Sotto trovi anche la parte che quasi nessuno mette per iscritto. Se il cambio casa è fattibile nel tuo caso, quali tempi devi rispettare davvero, e cosa succede alle agevolazioni prima casa quando vendi, fra credito d'imposta, decadenza e plusvalenza.

La domanda che blocca tutti

Meglio vendere prima o comprare prima?

È il dilemma per cui tante famiglie rimandano il cambio casa per anni. E ha una ragione, perché le due strade "normali" nascondono entrambe una trappola reale.

Se prima vendi e poi cerchi

Il rogito della tua vendita è fissato, ma la casa nuova non l'hai ancora trovata. Cerchi col fiato corto, ti accontenti di una casa ripiego, o finisci in affitto con un doppio trasloco. Hai incassato, ma sei rimasto senza casa.

Se prima compri e poi vendi

Hai firmato per la casa nuova con tempi corti e i soldi devono arrivare dalla tua vendita. Ogni settimana senza offerte l'ansia cresce, e alla fine svendi pur di fare cassa prima del rogito. È l'errore che costa di più in assoluto.

È una situazione molto comune, che la maggior parte delle agenzie non sa trattare. Noi la trattiamo sempre, con la sequenza qui sotto. La domanda giusta non è «cosa faccio prima?», ma «in che ordine incastro le date?».

Il metodo

La sequenza in 5 passi

Passo 1

Raccogli i documenti della tua casa. Prima di ogni altra cosa, perché è ciò che ti permetterà di vendere in fretta quando sarà il momento. Dei documenti ci occupiamo noi →

Passo 2

Trova la casa nuova e fai la proposta con tempi lunghi, rogito ad almeno 5 mesi. È il passo contro-intuitivo che rende sicuro tutto il resto, perché quei mesi sono lo spazio in cui la tua vendita avverrà con calma. L'assegno della proposta (circa 5.000 €) è l'unica liquidità che serve per partire.

Passo 3

Metti in vendita la tua casa. Con l'open house la vendita si chiude tipicamente in 2-3 settimane. Dentro una finestra di 5 mesi non è una speranza, è programmazione.

Passo 4

Vendi tenendoti almeno 10 giorni di possesso dopo il rogito. La consegna differita si pattuisce nel preliminare, così incassi ma resti in casa per organizzare il trasloco.

Passo 5

Con i soldi della vendita, 1-2 giorni dopo, compri la casa nuova e inizi a traslocare con calma nei giorni di possesso che ti sei tenuto.

Cambiare casa presenta dei rischi, sempre e con qualunque strategia. Questa sequenza è il modo in assoluto più sicuro di gestirli. Se la casa nuova è nel budget previsto, ogni passaggio copre il successivo, e non resti mai né senza casa né senza soldi.

Il punto che sblocca tutto

Con che soldi compro, se non ho ancora venduto?

È la domanda che ferma tutti. La risposta del metodo è una sola. L'acconto per la casa nuova lo copri con l'acconto che ricevi da chi compra la tua. Le due catene di pagamenti si finanziano a vicenda.

Oggi

Firmi la proposta sulla casa nuova con un assegno di circa 5.000 €. È l'unica uscita di tasca propria di tutto il percorso.

Preliminare di vendita

Chi compra la tua casa ti versa caparra e acconto. Quei soldi entrano prima di ogni tua uscita importante.

Preliminare di acquisto

L'acconto sulla casa nuova lo copri con l'acconto appena ricevuto. Non serve altra liquidità tua.

Rogito di vendita

Incassi il saldo e resti in casa. Il possesso di almeno 10 giorni è già scritto nel preliminare.

1-2 giorni dopo

Rogito di acquisto con i soldi della vendita già disponibili. E trasloco con le chiavi della vecchia ancora in mano.

Gli importi di caparre e acconti si negoziano caso per caso. I 5.000 € sono l'ordine di grandezza della prassi, non una regola fissa. E se serve un cuscinetto ulteriore, esistono finanziamenti temporanei da valutare con la propria banca, anche se nel metodo, di norma, non servono.

Su misura, gratis

Entro quando vuoi essere nella casa nuova?

Dicci la data e ti prepariamo il calendario del tuo cambio casa, costruito a ritroso dal giorno del trasloco. Ogni passaggio con la sua scadenza, sulla tua situazione reale, non su quella dei manuali.

La parte che nessuno ti spiega

E le tasse? Cosa cambia se compri prima o vendi prima

Quando cambi casa si attivano tre regole fiscali diverse, e non si parlano fra loro. Confonderle è il modo più rapido per sbagliare le date.

Regola 1

La plusvalenza

Riguarda il guadagno che fai sulla vendita e si paga sul reddito. Nella maggior parte dei cambi casa non è dovuta (art. 67 e 68 TUIR).

Regola 2

La decadenza dalla prima casa

Riguarda l'imposta di registro che hai risparmiato anni fa, quando quella casa l'hai comprata. È il rischio vero del cambio casa (Nota II-bis, DPR 131/1986).

Regola 3

Il credito d'imposta

Non è un rischio, è uno sconto che ti spetta se rispetti i tempi. Vale l'imposta che hai già pagato una volta (art. 7 L. 448/1998).

Perché senti parlare di cinque anni due volte

Sono due conti diversi e vengono scambiati di continuo.

I cinque anni della plusvalenza. Una casa venduta da un privato genera un guadagno tassabile solo se l'hai comprata o costruita da non più di cinque anni. Restano fuori le case ricevute per successione e quelle che sono state abitazione principale tua o di un tuo familiare per la maggior parte del tempo fra acquisto e vendita.

I cinque anni della prima casa. Se cedi prima di cinque anni dall'acquisto la casa che avevi comprato con le agevolazioni, decadi. Vale sia se la vendi sia se la doni.

Il caso che vediamo più spesso è questo. Vivi da tre anni nella casa comprata con le agevolazioni e la vendi per cambiare. Plusvalenza nessuna, perché ci hai abitato. Decadenza sì, perché sei dentro i cinque anni. La eviti solo ricomprando nei termini.

Il conto dei mesi

Quanti mesi hai davvero per chiudere il cambio?

Dipende da un fatto solo, quale dei due rogiti viene prima. È la stessa scelta della sezione qui sopra, vista dal lato del fisco.

Parti da qui

Il rogito della casa nuova viene prima o dopo il rogito della tua vendita?

Compro prima

Hai due anni per vendere la vecchia

Compri la casa nuova con le agevolazioni prima casa mentre possiedi ancora quella vecchia, comprata a suo tempo con le stesse agevolazioni. Il termine per venderla è di due anni dal nuovo atto, e l'impegno a vendere lo dichiari dentro il rogito di acquisto.

Vendo prima

Hai dodici mesi per ricomprare

Hai venduto e poi cerchi. Da quel giorno hai dodici mesi per arrivare al rogito della casa nuova, sia per non decadere se la casa venduta aveva meno di cinque anni, sia per avere il credito d'imposta. Qui i due anni non c'entrano nulla.

La legge di bilancio 2025 ha allungato soltanto il primo termine (art. 1 comma 116 della legge 207/2024). Chi ti dice che oggi per il cambio casa hai due anni sta parlando di quel caso e di nessun altro. Il raddoppio vale anche per gli acquisti del 2024, se al 31 dicembre 2024 l'anno non era ancora scaduto.

I tre termini, e a cosa serve ciascuno
Termine Da quando parte A cosa serve
12 mesi Dal rogito della tua vendita Non decadere, se la casa venduta l'avevi comprata da meno di cinque anni con le agevolazioni
12 mesi Dal rogito della tua vendita Avere il credito d'imposta. Qui però il nuovo acquisto deve avere i requisiti prima casa
24 mesi Dal rogito del nuovo acquisto Vendere la vecchia prima casa, quando hai comprato la nuova prima di averla venduta. Il credito d'imposta ti spetta anche in questo ordine

Nel nostro metodo la casa nuova si compra per prima, con un rogito fissato lontano, e la vendita si chiude dentro quella finestra. È la sequenza che ti dà anche il margine fiscale più lungo. La sequenza in cinque passi è qui sopra.

Lo sconto che ti spetta

Che cos'è il credito d'imposta e quanto vale?

È l'imposta che hai già pagato una volta e che non paghi due volte. Vale il minore fra due importi, l'imposta di registro o l'IVA versata sul primo acquisto agevolato, e l'imposta dovuta sul nuovo acquisto agevolato. Sopra quel tetto non va, e l'eccedenza non viene mai restituita in denaro. Se comprate in due, si divide per quote.

Lo puoi usare in quattro modi. Scalarlo dall'imposta di registro dello stesso rogito, e allora va chiesto dentro l'atto, indicando gli estremi del vecchio acquisto e quanto avevi pagato. Usarlo per intero su atti successivi. Portarlo in diminuzione dell'IRPEF nella prima dichiarazione dopo il riacquisto. Oppure compensarlo in F24.

Se compri da un'impresa con l'IVA agevolata, il credito c'è lo stesso, ma non lo puoi scalare dall'IVA che paghi al costruttore. Lo recuperi in dichiarazione o in compensazione. Tanti se ne accorgono dal notaio e pensano di averlo perso.

I casi in cui non ti spetta

Sono più comuni di quanto sembri. Non spetta se la casa che vendi ti è arrivata per eredità o per donazione, e vale anche quando chi te l'ha lasciata l'aveva comprata con le agevolazioni. Non spetta se il tuo vecchio acquisto era a imposta piena. Non spetta se sul nuovo acquisto non chiedi le agevolazioni prima casa, o se poi ne decadi. E non spetta per le pertinenze, perché serve una casa di abitazione, non un garage.

Le conseguenze, per davvero

Quando si perdono le agevolazioni prima casa?

Quando sfori uno dei termini, e i conti cambiano parecchio a seconda di quale. Qui sotto i casi che vediamo, con quello che comportano.

Vendi la casa comprata con le agevolazioni prima casa, caso per caso
La tua situazione Cosa succede
L'avevo comprata a imposta piena, senza agevolazioni Nessun rischio. Non c'era nessun beneficio da perdere. Sul nuovo acquisto però non hai il credito d'imposta
Agevolata, comprata più di cinque anni fa, ricompro entro 12 mesi Tutto salvo. Nessuna decadenza, e ti spetta anche il credito d'imposta
Agevolata, più di cinque anni fa, ricompro oltre i 12 mesi Perdi solo il credito. Nessuna decadenza e nessuna sanzione. Le agevolazioni sul nuovo acquisto restano
Agevolata, meno di cinque anni, rogito entro 12 mesi una casa che diventa la mia abitazione principale Decadenza evitata. Se il nuovo acquisto ha i requisiti prima casa prendi anche il credito
Agevolata, meno di cinque anni, entro 12 mesi ho firmato solo il compromesso Decadi. Per il fisco non hai ricomprato. Imposte in misura ordinaria, sovrattassa del 30% e interessi
Agevolata, meno di cinque anni, ricompro in tempo ma la casa nuova la affitto o la lascio vuota Decadi. Il riacquisto deve diventare la tua abitazione principale, altrimenti non ti salva
Agevolata, meno di cinque anni, capisco prima della scadenza che non ricomprerò e lo comunico all'ufficio Paghi senza sanzione. Differenza fra imposta agevolata e ordinaria, più gli interessi
Agevolata, meno di cinque anni, lascio scadere i 12 mesi in silenzio Decadenza piena. Imposte ordinarie, sovrattassa del 30% e interessi. Gli atti sono registrati, l'ufficio se ne accorge
Agevolata, meno di cinque anni, invece di venderla la dono a un figlio Vale come una vendita. Decadi lo stesso. La eviti comprando entro un anno dalla donazione

Tre cose che salvano o affondano un cambio casa

Il compromesso non basta. Serve il rogito. Il preliminare non trasferisce la proprietà, quindi per il fisco non hai ricomprato niente, nemmeno se l'atto è fissato per la settimana dopo. È il motivo per cui, quando incastriamo le date, contiamo quelle degli atti e mai quelle degli accordi.

La casa nuova la devi andare ad abitare. Per evitare la decadenza la legge chiede che diventi la tua abitazione principale. Comprarla per affittarla, o tenerla chiusa in attesa di ristrutturarla con calma, non basta. Non serve invece che il nuovo acquisto sia a sua volta agevolato, anche se senza i requisiti prima casa perdi il credito d'imposta.

Se capisci che non ce la fai, muoviti prima. C'è una via d'uscita che quasi nessuno conosce. Prima che il termine scada si presenta un'istanza all'ufficio dove è registrato l'atto, si dichiara che non si riuscirà a rispettare l'impegno e si chiede la riliquidazione dell'imposta. Paghi la differenza e gli interessi. Lasciare scadere il termine senza dire niente costa in più la sovrattassa del 30%.

Una paura molto diffusa e senza fondamento, invece, è quella dell'affitto. Dare in locazione la casa comprata con le agevolazioni prima casa non fa decadere da niente, perché non perdi il possesso dell'immobile.

Il guadagno sulla vendita

Sulla vendita paghi qualcosa sul guadagno?

Nella maggior parte dei cambi casa no. Ecco come capirlo in un colpo d'occhio.

Parti da qui

Come ti è arrivata la casa che stai vendendo, e da quanto tempo ce l'hai?

Per eredità

Nessuna plusvalenza

Puoi vendere quando vuoi, senza limiti di tempo. Attenzione al rovescio della medaglia, perché sul riacquisto il credito d'imposta non ti spetta.

Comprata o costruita da più di 5 anni

Nessuna plusvalenza

Qualunque sia il guadagno, salvo il caso del Superbonus qui sotto. È comunque la situazione della maggior parte di chi cambia casa dopo averci vissuto un pezzo di vita.

Comprata da meno di 5 anni

Dipende da chi ci ha abitato

Se è stata abitazione principale tua o di un tuo familiare per più della metà del tempo fra acquisto e vendita, non paghi nulla. Altrimenti, e solo se vendi con un guadagno, la plusvalenza c'è.

Lavori Superbonus da meno di 10 anni

La plusvalenza può esserci anche oltre i 5 anni

Se su questa casa o sul condominio sono stati eseguiti lavori agevolati col Superbonus conclusi da meno di 10 anni, la plusvalenza è dovuta a prescindere dal quinquennio, salvo che la casa sia arrivata per successione o sia stata la tua abitazione principale per la maggior parte di quei 10 anni.

Se la casa ti è arrivata in donazione, i cinque anni si contano dall'acquisto di chi te l'ha donata, e nel calcolo entra il prezzo che pagò lui, non il valore scritto nell'atto di donazione. Avere comprato con le agevolazioni prima casa, invece, non ti esenta da nulla, perché l'esclusione dipende dall'averci abitato.

Se la plusvalenza c'è, come si calcola e come si paga

Si calcola come differenza fra quello che incassi e il prezzo di acquisto aumentato dei costi inerenti. Ci rientrano le imposte e l'onorario del notaio del tuo acquisto, la provvigione che hai pagato all'agenzia quando quella casa l'hai comprata, gli interventi che ne hanno aumentato il valore e la tua quota dei lavori incrementativi sulle parti comuni. La manutenzione ordinaria non conta, e le prove le devi avere tu, quindi le fatture si recuperano prima del rogito e non dopo.

Una cosa sorprende quasi tutti: il prezzo che hai pagato non si rivaluta con l'inflazione, nel calcolo entra il numero scritto nel tuo vecchio rogito.

Sulla provvigione che paghi oggi per vendere, la norma non è scritta in modo esplicito, ma secondo l'orientamento prevalente riduce anch'essa la plusvalenza, insieme a quella pagata all'acquisto. Verificalo comunque con il tuo commercialista prima del rogito, perché il punto non è pacifico.

Per vedere il tuo numero senza fare i conti a mano c'è il calcolatore della plusvalenza, con i tre esempi già svolti.

Sul come si paga, le strade sono due e la scelta la fai in un momento solo. Puoi chiedere al notaio, dentro il rogito, l'imposta sostitutiva del 26%, in vigore dal 1° gennaio 2020. La calcola lui, la versa lui, e tu in dichiarazione non indichi nulla. Oppure al rogito non chiedi niente, e la plusvalenza va in dichiarazione come reddito diverso, dove sconta l'IRPEF a scaglioni più le addizionali.

La richiesta al notaio si fa al rogito e solo lì. Non si recupera dopo con un atto integrativo né in dichiarazione. È l'errore più caro che si vede su questo tema, ed è anche il motivo per cui di queste cose ti parliamo prima di fissare la data, non il giorno stesso.

Quale delle due strade convenga dipende dal tuo reddito di quell'anno, e si guarda col commercialista prima di fissare il rogito. Noi ti diciamo per tempo quando è il caso di farlo, e nel calendario del tuo cambio casa quella verifica è uno dei passaggi.

Aggiornato ad agosto 2026. Fonti: art. 67 e 68 del TUIR (DPR 917/1986), Nota II-bis all'art. 1 della Tariffa parte I del DPR 131/1986 come modificata dall'art. 1 comma 116 della legge 207/2024, art. 7 della legge 448/1998, art. 1 comma 496 della legge 266/2005, circolare dell'Agenzia delle Entrate 19/E del 2001 e la pagina dell'Agenzia sui benefici prima casa. Queste informazioni sono generali e servono a farti arrivare preparato. Non sostituiscono il notaio e il commercialista sul tuo caso, che nella nostra sequenza vengono coinvolti prima di fissare le date.

Le due scorciatoie

Il mutuo ponte, e quando conviene davvero

Serve a comprare prima di aver incassato

Il mutuo ponte è un finanziamento a breve che la banca concede sul valore della casa che stai per vendere, così puoi comprare la nuova senza aspettare di incassare. Quando la prima si vende, il ponte si chiude con il ricavato e resta l'eventuale mutuo definitivo sulla casa nuova.

Risolve un problema vero, cioè non perdere la casa che ti piace mentre la tua è ancora sul mercato. Ma ha due costi che vanno guardati insieme. Il primo è il tasso, che su un finanziamento a breve non è quello di un mutuo ordinario. Il secondo è più insidioso: ti toglie l'urgenza di vendere bene. Chi ha già comprato tende ad accettare la prima offerta pur di chiudere, e quello che risparmia in ansia lo perde sul prezzo.

Ha senso quando la casa da vendere è appetibile e prezzata bene, cioè quando il tempo di vendita è prevedibile. Su un immobile difficile diventa un conto alla rovescia che paghi due volte.

La permuta immobiliare, cioè scambiare invece di vendere

Nella permuta la tua casa viene ceduta in conto prezzo di quella nuova, e si tratta solo la differenza. Sulla carta chiude tutti i problemi di incastro in un colpo solo, perché non c'è un momento in cui sei senza casa e non c'è un acquirente da trovare.

Nella pratica capita quasi soltanto con le imprese di costruzione, che accettano l'usato in permuta quando vendono il nuovo. E lì sta il punto da tenere a mente: l'impresa valuta la tua casa a un prezzo prudente, perché poi dovrà rivenderla e quel rischio se lo fa pagare. Lo sconto implicito spesso è più alto della provvigione che avresti pagato vendendo sul mercato.

Il modo di valutarla è sempre lo stesso: farsi dire per iscritto a quanto viene conteggiata la tua casa, e confrontare quel numero con quanto vale sui rogiti reali della sua zona. Se la distanza è grande, la comodità la stai pagando cara.

Il numero da avere prima di sedersi a qualunque trattativa, sia con la banca sia con l'impresa, è quanto vale davvero la tua casa oggi. Come si costruisce sui rogiti e non sugli annunci è nella pagina sulla valutazione immobiliare.

Cosa può andare storto

Gli errori che fanno saltare l'incastro

Tempi corti sull'acquisto

Firmare per la casa nuova con un rogito vicino è il modo più rapido per ritrovarsi con l'acqua alla gola. Il rogito lontano (almeno 5 mesi) non è prudenza eccessiva, è il perno che tiene in piedi tutto il resto.

Partire senza documenti

Se i documenti non sono pronti, le settimane migliori dell'annuncio se ne vanno a rincorrere carte, e la finestra dei 5 mesi si accorcia. È il motivo per cui la sequenza parte da lì, non dall'annuncio.

Doppio mutuo «tanto la vendo subito»

Comprare accendendo un secondo mutuo confidando in una vendita rapida significa pagare due rate senza una data certa di uscita. Nella sequenza giusta i soldi arrivano dalla vendita, non da un nuovo debito.

Nessuno che coordina le date

Un'agenzia per la vendita, un'altra per l'acquisto, la banca e il notaio che non si parlano. È il modo più comune in cui l'incastro si rompe. Le date dei due rogiti vanno gestite da un'unica regia.

Con la sequenza giusta e un solo referente che coordina tutto, nessuno di questi.

Anche dall'altra parte del tavolo

Ti affianchiamo anche sull'acquisto, anche se vende un'altra agenzia

L'agenzia che vende la casa che vuoi comprare lavora per il suo venditore, non per te. Nel cambio casa noi restiamo al tuo fianco anche lì. Analizziamo con te tutte le carte prima della proposta e ti proteggiamo dai rischi che nessuno ha interesse a raccontarti.

Analisi di tutte le carte prima della proposta (provenienza, planimetrie e conformità, condominio, ipoteche)
Trattativa condotta con i rogiti reali di zona in mano, non con il prezzo esposto
Proposta impostata con il rogito ad almeno 5 mesi e difesa in trattativa, perché è il perno del metodo
Protezione dai rischi che l'agenzia del venditore non ti dice
Ricerca della casa nuova allargata tramite la rete di agenzie in collaborazione
Un unico referente per le due trattative, la banca e il notaio

Sono le stesse verifiche che facciamo quando vendiamo, ribaltate a tutela di chi compra. Ed è esattamente quello che abbiamo fatto con Anna. Mentre vendevamo la sua casa di San Mamolo, l'abbiamo affiancata nell'acquisto della casa nuova, in vendita con un'altra agenzia.

Il team di ingegneri che analizza le carte con te →
Un cambio casa vero, non solo una vendita

Anna ha cambiato casa con noi, e la sua è partita in 25 giorni

È il caso che racconta meglio questa pagina, perché Anna il cambio casa lo ha fatto per intero. Noi le abbiamo venduto la casa di San Mamolo in 25 giorni a 66.000 € sopra il prezzo di partenza, e l'abbiamo affiancata anche sull'acquisto della casa nuova, che vendeva un'altra agenzia. Carte, proposta e incastro delle date li abbiamo seguiti noi da tutte e due i lati.

Il punto per chi deve cambiare casa è questo. Quando la data della vendita è programmabile e non una speranza, l'incastro con l'acquisto smette di fare paura, e il budget con cui ti presenti a comprare non solo regge, ma cresce.

Caso reale · Via Valverde 26, San Mamolo
Incarico250.000 €
Venduto316.000 €

Cambio casa completo. Venduta in 25 giorni con realizzo 126%, e acquisto della casa nuova seguito da noi anche se la vendeva un'altra agenzia. Per chi cambia casa un realizzo così vuol dire un budget d'acquisto che cresce di 66.000 € rispetto al piano.

Video testimonianza di Anna, proprietaria in via Valverde (San Mamolo) Cliccando accetti i cookie di YouTube
Video Anna · Proprietaria, via Valverde
Il cambio casa di Anna, raccontato da lei →
Dal primo giorno alle chiavi

La sequenza completa, passo per passo

  • Valutazione della tua casa sui rogiti di zona. È il budget d'acquisto realistico da cui parte tutto.
  • Raccolta e verifica dei documenti. Ce ne occupiamo noi, prima di ogni annuncio.
  • Ricerca della casa nuova. Con noi al fianco, anche su immobili di altre agenzie.
  • Proposta sulla casa nuova. Rogito ad almeno 5 mesi, assegno di circa 5.000 €.
  • Messa in vendita e open house. La vendita si chiude tipicamente in 2-3 settimane.
  • Scelta della migliore offerta, per cifra e per date. Un acquirente flessibile sul rogito può valere quanto uno che offre di più.
  • Preliminare di vendita. L'acconto che ricevi copre l'acconto sulla nuova; qui si pattuisce il possesso di almeno 10 giorni dopo il rogito.
  • Rogito di vendita. Incassi e resti in casa.
  • Rogito di acquisto, 1-2 giorni dopo, con i soldi della vendita già disponibili.
  • Trasloco con calma. Con le chiavi della vecchia ancora in mano.
  • Consegna della casa venduta e il cambio casa è chiuso, senza un giorno fuori casa.

Ci sono tre punti di controllo da non sbagliare. La proposta sulla nuova viene prima della vendita, il rogito di vendita viene prima di quello di acquisto (di 1-2 giorni), e il possesso differito va scritto nel preliminare, non chiesto per favore all'ultimo.

Domande vere, risposte dirette

Domande frequenti sul cambiare casa

Meglio vendere prima o comprare prima casa?

La sequenza più sicura è ibrida. Prima la proposta sulla casa nuova, ma con un rogito lontano (almeno 5 mesi), poi la vendita della tua dentro quella finestra. Così eviti sia di restare senza casa sia di dover svendere per fare cassa, cioè le due trappole delle strade "normali".

Con che soldi pago l'acconto della casa nuova se non ho ancora venduto?

Con l'acconto che ricevi da chi compra la tua. Il preliminare della tua vendita arriva prima del preliminare del tuo acquisto, quindi i soldi entrano prima di uscire. Le due catene di pagamenti si finanziano a vicenda, ed è il cuore del metodo.

Quanta liquidità serve davvero per cambiare casa?

Nella prassi, circa 5.000 € per l'assegno della proposta sulla casa nuova. È l'unica uscita di tasca propria. Acconto e saldo si coprono con quello che entra dalla tua vendita. Gli importi esatti si negoziano caso per caso.

E se la mia casa non si vende entro i 5 mesi?

Con l'open house la vendita si chiude tipicamente in 2-3 settimane, e la finestra di 5 mesi è costruita apposta con un margine molto ampio. Anche il rischio residuo ha un tetto scritto. Se non vendiamo entro 3 mesi ottieni 500 € di sconto al mese, e se non rispettiamo il piano puoi recedere senza penali.

Potete seguirmi anche se la casa che voglio comprare la vende un'altra agenzia?

Sì, è la norma. Ti affianchiamo nella ricerca e nell'acquisto anche su immobili in vendita con altre agenzie. Analizziamo le carte prima della proposta, trattiamo con i rogiti di zona in mano e impostiamo i tempi lunghi che servono al metodo. L'agenzia del venditore lavora per lui, noi per te.

Dove vivo tra la vendita e l'acquisto?

A casa tua. Nel preliminare di vendita si pattuisce un possesso di almeno 10 giorni dopo il rogito. Incassi la vendita ma resti nella casa, compri la nuova 1-2 giorni dopo e traslochi con calma. Con questa sequenza non passi nemmeno una notte fuori casa.

Il venditore della casa nuova accetta davvero un rogito a 5 mesi?

Molto più spesso di quanto si pensi. Tanti venditori devono a loro volta organizzarsi, e una proposta seria con tempi chiari vale più di una frettolosa. Costruire la proposta perché i 5 mesi vengano accettati (e difenderli in trattativa) è esattamente il lavoro che facciamo noi.

Posso fare i due rogiti lo stesso giorno?

Si può, ma preferiamo 1-2 giorni di distanza. Prima incassi la vendita, verifichi che tutto sia a posto e poi compri, senza dipendere da un bonifico che deve arrivare in giornata tra un atto e l'altro. Giorni di margine che non costano nulla, grazie al possesso differito, e tolgono l'unico stress rimasto.

È vero che oggi ho due anni per il cambio casa?

Solo in un caso. I due anni valgono se compri prima la casa nuova con le agevolazioni prima casa e la vecchia devi ancora venderla, e partono dal nuovo atto. Se invece vendi prima e ricompri dopo, hai dodici mesi, sia per non decadere sia per il credito d'imposta.

Basta firmare il compromesso entro i dodici mesi?

No, serve il rogito. Il preliminare non trasferisce la proprietà, quindi per il fisco non hai ricomprato. Se allo scadere dell'anno hai solo il compromesso decadi dall'agevolazione e perdi il credito, anche con l'atto già fissato per la settimana successiva.

Quanto vale il credito d'imposta per il riacquisto?

Vale il minore fra due importi, l'imposta di registro o l'IVA che hai pagato sul primo acquisto agevolato e l'imposta dovuta sul nuovo acquisto. Non può superare quest'ultima e l'eccedenza non viene rimborsata in denaro. Se comprate in due si divide per quote.

Vendo una casa ereditata per comprarne un'altra. Ho il credito d'imposta?

No. Il credito non spetta quando la casa che vendi ti è arrivata per eredità o per donazione, nemmeno se chi te l'ha lasciata l'aveva comprata con le agevolazioni. Sull'altro fronte però una buona notizia, sulla vendita di una casa ereditata non paghi plusvalenza.

Vendo la casa dove vivo da tre anni. Pago la plusvalenza?

Quasi certamente no. La plusvalenza è esclusa quando la casa è stata abitazione principale tua o di un tuo familiare per la maggior parte del tempo fra acquisto e vendita. Se ci vivi da quando l'hai comprata sei coperto. Diverso è il discorso sull'agevolazione prima casa.

Ho capito che non riuscirò a ricomprare in tempo. Cosa faccio?

Muoviti prima che scada l'anno. Si presenta un'istanza all'ufficio dove è registrato l'atto di acquisto e si chiede la riliquidazione dell'imposta. Paghi la differenza fra l'agevolata e l'ordinaria più gli interessi, senza sanzione. Se lasci passare il termine in silenzio arriva anche la sovrattassa del 30%.

Affittare la casa comprata con le agevolazioni prima casa fa decadere?

No, ed è una delle paure più diffuse. Dare in locazione l'immobile non ti fa perdere il possesso, quindi non fa decadere da niente. Occhio semmai alla plusvalenza, perché una casa affittata a lungo a terzi può non risultare abitazione principale nel periodo di possesso.

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Marcello Roversi

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Informazioni di carattere generale aggiornate ad agosto 2026, che non sostituiscono il parere del notaio o del commercialista sul tuo caso.

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